COMUNE  DI  PRATOLA  SERRA

Provincia  di Avellino

 

 

 

 

 

 

REALIZZAZIONE DI CARTOGRAFIA AEROFOTOGRAMMETRICA NUMERICA 2D E 3 DALLA SCALA 1:1000, 1:2000 E 1:5000 -  DIGITALIZZAZIONE DEI  FOGLI DI MAPPA CATASTALI  - RILIEVO TRIDIMENSIONALE CON LASER SCANNER  3D

 

 

 

 

 

 

- CAPITOLATO    TECNICO -

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Dirigente del Settore  Tecnico

Ing.Bernardo Bavaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                     PRESCRIZIONI TECNICHE

 

NORME PER L’ESECUZIONE

 

Art. 1 - Caratteristiche della cartografia

La cartografia in oggetto deve essere rappresentata nella proiezione di Gauss, inquadrata nel sistema Geodetico Europeo Unificato, ma con coordinate piane riferite al sistema nazionale Gauss-Boaga. Il taglio, il quadro d’unione, la numerazione dei fogli sia per la cartografia rilevata che per quella derivata, sarà oggetto di proposta, da parte della ditta esecutrice. Tare proposta sarà esaminata ed eventualmente approvata dal Responsabile del procedimento Collaudatore in corso d’opera.

 

Devono essere restituiti tutti quegli elementi naturali e artificiali del terreno, atti a descriverlo, con una densità di informazione paragonabile a una carta tradizionale alla stessa scala.

Ogni elemento è individuato mediante una codifica: ad ogni informazione planimetrica è associata anche l’informazione altimetrica. Tuttavia, allo scopo di meglio descrivere la morfologia del terreno, si procederà anche alla restituzione sia dei punti quotati che delle curve di livello.

Le curve di livello hanno un’equidistanza in metri, pari a S/1000. Una curva ogni 1 mt., in corrispondenza di quote intere multiple di 1 per la scala 1:1000 e una curva ogni 2 mt. per la scala 1:2000.

I particolari morfologici (cocuzzoli, selle, ecc.) che non risultassero sufficientemente evidenziati dalle curve ordinarie, saranno rappresenti con curve ausiliarie contraddistinte da un proprio codice e equidistanza pari alla metà delle curve di livello ordinarie. Nelle zone con pendenza media generale inferiore al 5% e superiore al 2%, purché non ricoperte dall’agglomerato urbano, le curve ausiliarie andranno rilevate sull’intero territorio.

Nei centri urbani coperti da edifici e nelle zone con pendenza media inferiore o uguale al 2%, non verranno rilevate le curve di livello. Nelle aree boscate a vegetazione fitta, la tolleranza tra la quota dell’elaborato e la quota misurata in campagna deve essere uguale o minore a 1/2 dell’altezza media della vegetazione.

I punti quotati isolati dovranno essere in numero medio di 8 - 10 per ogni decimetro quadrato di rappresentazione cartografica. Essi dovranno essere localizzati in corrispondenza di elementi del terreno ben definiti altimetricamente, in particolare: cocuzzoli, selle, alvei fluviali, confluenze, strade, incroci di strada, punti di cambiamento di pendenza lungo le strade, piazze, sagrati, aie di cascinali, isolati, altre opere di interesse topografico, civile o industriale.

Tutti gli elementi le cui dimensioni sono tali da non rendere opportuna la rappresentazione a misura, vengono acquisiti come singoli punti, memorizzando le coordinate del baricentro. Tutte le linee che descrivono gli elementi del terreno possono essere curve o spezzate; in entrambi casi il numero dei punti acquisiti deve essere tale da assicurare il rispetto della tolleranza plano-altirnetrica della linea.

Per le curve di livello tale rispètto deve essere assicurato con un’opportuna limitazione dell’intervallo fra punti e dell’angolo di vettore, che dovranno essere non maggiori di 2cm e di 15° rispettivamente.

Si pretende la totale congruenza geometrica numerica di tutti gli elementi che definiscono i fabbricati. È necessario che ogni superficie chiusa sia effettivamente tale, e cioè che sia definita da un perimetro chiuso. Ogni linea, che definisce elementi artificiali e termina su un’altra linea, deve essere troncata o prolungata mediante un calcolo rigoroso di intersezione odi fusione di punti.

Tutti gli spostamenti (editing), rispetto ai punti originariamente acquisiti in restituzione, devono essere effettuati solo se il loro valore non eccede la precisione intrinseca del rilievo, di cui si dirà.

 

Art. 1.1 - Precisioni metriche della cartografia

Tolleranze dei punti rilevati topograficamente

Detti: DP la distanza tra la posizione planimetrica di un punto e la posizione del punto stesso ricalcolata a fini di controllo con appoggio alla rete di inquadramento con operazioni sufficientemente precise;

DH la differenza tra la quota di un punto e la quota del punto stesso ricalcolata ai fini di controllo con appoggio alla rete di inquadramento con operazioni sufficientemente precise;

Dd la differenza tra la distanza planimetrica d tra due punti e la rideterminazione al fine di controllo della distanza stessa con operazioni sufficientemente precise, sono richieste le seguenti tolleranze:

DP <= 0.10m DH < 0.10 m Dd <= 0.15 m

 

 - Tolleranze planimetriche

Per le posizioni planimetriche dei punti della cartografia vanno rispettate le tolleranze di seguito indicate.

 

- di posizione di un punto

Le coordinate N’ e E’ di un punto ricavate dalla carta e le coordinate N e E dello stesso punto ricavate sul terreno devono soddisfare le seguenti relazioni:

  (N (P) - N (P))2 + (E’ (P) - E (P))2 < 0.40 mt.

 

-  distanza tra due punti

 

La distanza D’ tra due punti misurata sulla cartografia e la distanza D tra gli stessi due

punti misurata sul terreno devono soddisfare le seguenti relazioni:

 

ID’ -DI < (0.35  D/1000) mt.              per D < 200

ID’ -DI < 0.55 mt                               per D > 200

 

- Tolleranze altimetriche

Per le posizioni altimetriche dei punti della cartografia sono stabilite invece le tolleranze di seguito elencate.

 

- Curve di livello

La ripetizione di operazioni di restituzione fotogrammetrica di linee di livello relative a determinate pozioni di territorio dovrà dar luogo a nuove curve che non intersechino mai quelle, già restituite, di quota rispettivamente maggiore e minore.

 

 

 

- Dei punti quotati

La quota Q’ di un punto P letta sulla cartografia e la quota Q dello stesso punto misurata sul terreno, devono soddisfare le seguenti relazioni:

 

IQ’ - Q| < 0.35 mt.

 

 

- Dei dislivelli tra i punti quotati

La differenza tra il dislivello DQ’ tra due punti quotati ricavato dalle quote lette sulla carta ed il dislivello DQ tra gli stessi due punti ricavato dalle quote rimisurate sul terreno, essendo D la distanza tra i due punti, deve soddisfare le seguenti relazioni:

|∆Q’ - ∆Q| < (0.35 D/1000) mt.           per D < 200

 

|∆Q’ - ∆Q| < 0.55 mt.                          per D > 200

Art 1.2 - Voli fotogrammetrici anno 2008

Le riprese fotogrammetriche del territorio da rilevare debbono possedere tutti i requisiti richiesti dalle tecniche più aggiornate per l’esecuzione dei rilievi a grande scala, in particolare debbano essere rispettate le prescrizioni seguenti:

 

Per la cartografia alla scala 1:1000 le riprese dovranno essere effettuate da una altezza di volo di 1500m. tale che per ciascun fotogramma la scala media non sia mai inferiore a 1:4000, mentre per la scala 1:2000 le riprese essere effettuate da una altezza di volo di 2000m. tale che per ciascun fotogramma la scala media non sia mai inferiore a 1:8000

I voli dovranno essere eseguiti per strisciate parallele e rettilinee.

Le variazioni degli elementi angolari di riferimento dovranno sempre essere inferiori a So.

variazioni delle componenti trasversali della base dovranno essere inferiori a 15/10 del formato della lastra.

I fotogrammi lungo le strisciate dovranno avere ricoprimento longitudinale del 60% con oscillazioni comprese entro + 5%; le strisciate parallele dovranno ricoprirsi tra loro almeno per il 10%.

Quando il terreno è molto accidentato, il ricoprimento longitudinale potrà essere anche maggiore, ma in nessun caso esso deve superare il 70%.

Non dovranno esistere soluzioni di continuità nel ricoprimento stereoscopico del territorio.

I voli dovranno essere eseguiti nelle ore a cavallo del mezzogiorno solare con altezza solare non inferiore al 30° e nella stagione in cui si abbia la minima copertura del terreno da parte della vegetazione arborea. Eventuale deroga, motivata, potrà essere consentita dall’ente appaltante.

I fotogrammi dovranno presentarsi nitidi e privi di nubi.

Il materiale fotografico da usarsi dovrà essere in formato digitale con risoluzione minoma di 1200 dpi. Mentre, per le diapositive la qualità di sensibilità e di finezza della grana dovranno essere ottimali per i voli fotografici.

- La ditta esecutrice dei voli è tenuta ovviamente ad adempiere a tutti gli obblighi di legge

  circa le autorizzazioni da chiedersi.

- Dovranno essere consegnati i seguenti elaborati:

  n.1 copia per contatto su carta, di tutti i fotogrammi ottenuti dal volo;

- lucido alla scala 1/25000 delle strisciate eseguite, ove compaia il ricoprimento di ciascun  fotogramma.

Art 2 - Rete Geodetica d’inquadramento, Rete di raffittimento e Determinazione dei punti fotografici dl appoggio

 

Art 2.1 - Generalità

Scopo della presente fase è la determinazione della posizione sul terreno di una serie di punti da utilizzare:

- come punti di appoggio per l’esecuzione dell’orientamento assoluto dei modelli; in tal caso i punti dovranno risultare perfettamente e sicuramente collimabili stereoscopicamente;

- per la successiva utilizzazione, da parte di tecnici di enti pubblici e privati. come punti d riferimento di coordinate note per tutti i lavori locali da eseguirsi sul territorio;

 

La determinazione della rete dovrà avvenire mediante metodologia GPS. L’utilizzo di strumentazione topografica classica è consentito qualora la morfologia del territorio renda particolarmente problematico l’impiego di strumentazione GPS.

 

Nel seguito verrà indicato come “rete principale” l’insieme dei punti determinati con metodologia GPS, siano essi punti d’inquadramento, raffittimento o appoggio, secondo quanto specificato oltre. La fase delle ‘Misure Topografiche” prevede le seguenti operazioni:

 

ricerca dei punti di coordinate note, presenti all’interno del territorio da rilevare e nelle zone

circostanti, da utilizzare per l’esecuzione dell’inquadramento planoaltimetrico;

realizzazione del progetto di rete complessiva;

esecuzione delle misure GPS costituenti la “rete principale”;

esecuzione delle misure topografiche classiche: poligonali di integrazione;

elaborazione dei dati acquisiti e calcolo delle coordinate di tutti i punti coinvolti nel rilevamento.

 

Si evidenzia il fatto che, operando con metodologia GPS, lo schema di suddivisione gerarchica dei punti presente nelle reti tradizionali, con una chiara separazione anche operativa tra rete di inquadramento e successivi infittimenti, diviene meno tassativo a livello di procedure operative e conseguentemente di precisione. Tuttavia si mantengono, e nel seguito verranno illustrate, differenziazioni funzionali anche tra i punti costituenti quella che si è qui definita come rete principale.

 

Art 2.2 - Ricerca dei punti di coordinate note

L’inquadramento geodetico della cartografia oggetto del presente appalto verrà derivato dalla rete dei punti trigonometrici I.G.M. 95 o dai vertici trigonometrici (VTR) della Regione Campania disponibili.

In zone ove non è possibile rilevare detti punti, previa autorizzazione dell’ente appaltante, è possibile derivare dalla rete I.G.M. del 1°, 2° e 3° ordine esistenti.

L’inquadramento altimetrico dovrà essere ricavato in uno dei tre modi di seguito riportati in ordine di priorità:

- mediante collegamento alla rete di livellazione geometrica di alta precisione dell’IGM;

- mediante collegamento ai vertici della rete IGM95 con attendibilità altimetrica (serie 700);

E’ quindi implicito che, in presenza di linea di livellazione IGM, tale rete sia da considerare necessariamente come riferimento per la determinazione altimetrica.

La ditta dovrà acquisire le monografie di tutti i punti sopramenzionati, presenti all’interno del territorio da rilevare e nelle zone circostanti, verificarne l’esistenza e lo stato di conservazione mediante sopralluogo e stabilire quali utilizzare, nel rispetto di quanto previsto al paragrafo successivo.

 

Art 2.3 - Realizzazione del progetto di rete

   - Inquadramento I punti da utilizzare per l’inquadramento dovranno essere disposti in modo tale

     da racchiudere l’intera area oggetto del rilievo ed il loro numero non dovrà risultare inferiore a:

   -  4 vertici planimetrici

   -  2 capisaldi altimetrici o punti di quota nota distribuiti uniformemente sul territorio oggetto del

      rilievo.

 

    - Raffittimento

E’ opportuno materializzare dei vertici, in modo da permettere il massimo rendimento della strumentazione GPS. In tal caso i vertici dovranno essere realizzati in modo da essere disponibili anche da parte dei tecnici che operano sul territorio, cioè debbono essere ben individuabili sul terreno e facilmente accessibili. Pertanto dovranno essere posti in corrispondenza di elementi ben definiti, stabili nel tempo ed ubicati in zone nelle quali sia consentito l’accesso al pubblico.

E’ possibile che i vertici di raffittimento possano fungere direttamente anche da punti fotografici di appoggio qualora materializzati in modo tale da essere adeguatamente riconoscibili sui fotogrammi.

 

    -  Appoggio

La rete di appoggio dovrà essere costituita da punti corrispondenti a particolari fotografici sui quali sia possibile compiere una sicura e precisa collimazione stereoscopica. Essi dovranno essere disposti in modo tale da garantire, sia in relazione al numero che all’ubicazione, l’esecuzione dell’orientamento assoluto di tutti modelli necessari per la restituzione del territorio da rilevare] secondo quanto prescritto al successivo paragrafo.

 

     -  Struttura della rete principale (GPS)

 

La determinazione dei punti della rete principale dovrà avvenire mediante GPS con misure tali da garantire controlli statisticamente validi. Non verrà perciò ammesso che si operi mediante unico collegamento (“base lanciata” o “sbraccio”).

Ciascun vertice dovrà quindi essere collegato con almeno altri due vertici della rete.La rete dovrà essere strutturata secondo uno schema a poligoni chiusi, nel rispetto delle seguenti specifiche:

per la porzione di rete costituita dai poligoni che contengono punti di inquadramento e raffittimento, il numero dei lati che compongono i poligoni dovrà essere tale da garantire che il rapporto tra il numero delle misure e il numero delle incognite (numero delle basi diviso numero dei punti meno uno) per la rete complessiva non sia mai inferiore a 1,5;

per la determinazione dei punti di appoggio non sono previste limitazioni sul numero dei                  lati costituenti i poligoni, fermo restando che dovranno essere chiusi.

 

La Ditta dovrà predisporre, su cartografia alla scala adeguata. Il grafico della rete principale che intende realizzare con indicati tutti punti le relative basi di collegamento.

 

Art 2.4 - Misure GPS costituenti la rete principale

-  caratteristiche degli strumenti di misura

Le operazioni di misura dovranno essere eseguite con strumentazioni GPS. Dette strumentazioni dovranno essere di adeguata precisione; in particolare, per la misurazione di basi di lunghezza uguale o superiore a 10 km possono essere utilizzati strumenti a doppia frequenza con codice P (e in grado di elaborare opportune combinazioni di codici nel caso in cui il codice P fosse crittografato), mentre per la misurazione di basi inferiori ai 10 km possono essere utilizzati anche strumenti monofrequenza.

 

- modalità di esecuzione delle misure

Le misure, in relazione alla lunghezza delle basi ed agli strumenti impiegati, potranno essere effettuate in due modalità: statica e rapido-statica.

Per la misurazione di basi di lunghezza uguale o superiore ai 10 km si dovrà operare con strumenti a doppia frequenza in modalità statica o rapido-statica con durata minima delta sessione di misura pari a 50 minuti.

Per basi di lunghezza inferiore ai 10 km si potrà operare con strumenti monofrequenza oppure con strumento a doppia frequenza con codice P (e in grado di elaborare opportune combinazioni di codici nel caso in cui il codice P fosse crittografato) in modalità rapido-statica con una durata minima della sessione di misura pari a 15 minuti (fino a 5 km) e 30 minuti (oltre 5 km).

Per sessione di misura si intende l’intervallo di tempo durante il quale tutti i ricevitori utilizzati sono contemporaneamente in ricezione (secondo quanto specificato al successivo paragrafo).

L’intervallo minimo di tempo tra le registrazioni (epoche) dovrà essere 10 secondi.

 

- configurazione dei satelliti

Il numero dei satelliti ricevuti contemporaneamente e con altezza sull’orizzonte superiore ai 15°, dovrà risultare uguale o maggiore di 4, per l’intera sessione. Tenuto conto che nel conteggio del tempo di ricezione vanno considerati soltanto i periodi nei quali le suddette condizioni siano verificate, non il tempo di stazionamento.

 

Art 2.5 - Misure topografiche classiche: poligonali di integrazione

- poligonali di integrazione

Le poligonali dovranno essere eseguite con il metodo del centramento forzato. Le poligonali dovranno coinvolgere sempre almeno tre punti della rete principale pertanto, già in fase di progetto, si dovrà tener conto del fatto che tali punti della rete principale dovranno necessariamente risultare stazionabili anche con strumentazione tradizionale ed essere intervisibili con almeno un altro punto dello stesso tipo per orientamento.

Tutte le misure dovranno esser eseguite secondo i noti metodi operativi della topografia, in modo da raggiungere la precisione richiesta.

Art 2.6 - Elaborazione dei dati e calcolo delle coordinate

- calcolo della rete principale (GPS)

Si ricorda innanzitutto che le baseline da elaborare debbono essere indipendenti; se, ad esempio sono in ricezione 4 ricevitori in un definito intervallo di tempo, saranno determinabili solo 3 baseline indipendenti in tale intervallo si tempo. A tal proposito è opportuno che la Ditta predisponga un foglio di lavoro di Excel, strutturato in modo da evidenziare una baseline per ciascun riga, mentre nelle colonne saranno da riportare i nomi dei due estremi, gli strumenti in ricezione, l’inizio e la fine della sessione (da cui determinare la durata), la lunghezza della base, le tre componenti geocentriche DX, DY e DZ.

 Le Baseline corrispondenti alla determinazione della rete principale dovranno essere verificate in maniera preventiva alla compensazione della rete, in funzione dell’errore di chiusura di ogni poligono secondo le tre componenti cartesiane: DX, DY e DZ.

 Per ciascun poligono costituito da N lati dovranno essere soddisfatte le seguenti condizioni sull’errore di chiusura (εDi):

 

εDX < ± N x 6cm

εDY < ± N x 6cm

εDZ < ± N x 6cm

           

Qualora tale condizione non venisse soddisfatta la Ditta dovrà compiere nuove acquisizioni affinché le basi misurate soddisfino quanto richiesto. L’eventuale eliminazione di basi che non consentano il rispetto di tale condizione sarà consentita solo nel caso che i parametri di ridondanza previsti siano comunque verificati.

La rete principale dovrà essere compensata intrinsecamente, in coordinate geografiche WGS 84 tenendo fisso un punto baricentrico di coordinate provvisorie. La compensazione intrinseca ha il duplice scopo di consentire l’analisi delle misure sulla base dei valori dei residui normalizzati e di valutare la precisione intrinseca della rete stessa.

Dovrà essere posta particolare attenzione al fatto che, in tale compensazione, nessuna baseline abbia, dopo la compensazione, scarto residuo superiore agli 8 centimetri.

Può essere opportuno, in fase di elaborazione libera, suddividere in un primo momento le baseline che determinano la rete d’inquadramento e di raffittimento dalle baseline che definiscono punti d’appoggio: si può quindi elaborare con compensazione libera la sola rete principale e successivamente, sempre come rete libera, aggiungere le baseline che determinano i punti d’appoggio, sino ad avere la certezza di elaborare baseline corrette e congruenti fra di loro.

 

La compensazione libera definitiva delle misure dovrà garantire il raggiungimento delle seguenti precisioni:

- l’ e.q.m. di ciascuna delle tre coordinate dei punti di inquadramento e raffittimento dovrà

risultare minore o uguale a 5 cm.

- l’e.q.m. di ciascuna delle tre coordinate dei punti di appoggio dovrà risultare minore o

  uguale a 10 cm.

- L’inserimento della rete principale nel sistema nazionale

 

L’inserimento nel sistema nazionale della rete compensata intrinsecamente dovrebbe avvenire sempre mediante trasformazione conforme spaziale (7 parametri).

Successivamente la determinazione planimetrica in Gauss Boaga deve essere ricavata utilizzando i parametri di trasformazione riportati sulla monografia dell’IGM95 più vicino (ricordando che tali parametri hanno campo di validità nell’ambito della decina di km). La determinazione in quota deve essere eseguita invece sfruttando le eventuali informazioni di livellazione ed utilizzando il modello di geoide distribuito dall’IGM.

Qualora per alcuni vertici e capisaldi il valore del residuo delle coordinate superi 40 cm, verrà concordato con l’ ente appaltante l’opportunità di non utilizzare tali punti per il calcolo della trasformazione.

 

- calcolo relativo alle poligonali

 Anche le poligonali di integrazione, come la rete GPS, dovranno essere compensate intrinsecamente. Per quanto riguarda le operazioni di calcolo e compensazione planimetrica dei vertici delle poligonali la ditta dovrà utilizzare procedimenti di calcolo in grado di fornire:

- il valore compensato delle coordinate (XY) di tutti i vertici nel sistema di riferimento arbitrario;

- gli s.q.m. delle coordinate stesse;

- i residui delle equazioni alle misure con i rispettivi e.q.m.

Per quanto riguarda le operazioni di calcolo e compensazione in quota dei vertici delle poligonali la ditta dovrà utilizzare invece il criterio classico delle livellazioni trigonometriche, in base al quale ciascun dislivello tra due punti di una rete è calcolabile come somma di tutti i dislivelli parziali tra i diversi vertici di ciascuna singola poligonale che collega tali punti.

 

Scelto quindi un punto baricentrico arbitrario per ciascuna poligonale, al quale assegnare una quota convenzionale, sulla base delle misure ricavate secondo i criteri classici della livellazione trigonometrica, come in precedenza descritto, attraverso utilizzazione di un idoneo programma di calcolo ai minimi quadrati verranno automaticamente determinate le quote di tutti gli altri punti di ciascuna poligonale.

Per quanto riguarda e operazioni di calcolo e compensazione intrinseca altimetrica la ditta dovrà utilizzare procedimenti di calcolo in grado di fornire per tutti i punti di ciascuna poligonale:

- il valore compensato delle coordinate Q di tutti i vertici rispetto al riferimento baricentrico       

  arbitrario;

-  gli s.q.m. di tali coordinate; 

-  I residui delle equazioni alle misure con i rispettivi e.q.m.

 

Gli s.q.m. ottenuti dalla compensazione intrinseca dovranno essere inferiori o uguali a 3 cm, Qualora ciò non si verifichi, la ditta sarà tenuta a compiere nuove acquisizioni e a ripetere,ovviamente, le operazioni di compensazione intrinseca delle misure.

- Inserimento delle poligonali nel sistema nazionale

Una volta compensate intrinsecamente in planimetria ed altimetria le poligonali dovranno essere inserite nella rete principale.

Per quanto riguarda gli inserimenti planimetrici essi verranno effettuati adattando, orientando, posizionando e dimensionando, come corpi rigidi senza deformazioni, con procedimenti rigorosi di rototraslazione conforme, le poligonali tramite le coordinate dei punti della rete principale in esse contenute.

 

I procedimenti di calcolo utilizzati per queste operazioni dovranno fornire:

 

- i valori delle coordinate E e N di tutti i vertici di ciascuna poligonale, nel sistema di riferimento Gauss-Boaga;

- le differenze residue DE e DN, al termine degli inserimenti, tra le coordinate di tutti i punti della rete principale utilizzate come input e quelle ottenute tramite rototraslazione.

Le differenze residue dopo la rototrasiazione conforme non dovranno mai essere superiori a ±5cm.

Qualora si dovessero superare tali valori la ditta dovrà compiere un’attenta analisi, per ricercarne le cause.

Per quanto riguarda, invece, gli inserimenti altimetrici, la ditta dovrà eseguire, per ciascuna poligonale già compensata intrinsecamente in quota una traslazione esclusivamente altimetrica che consenta di inserirla altimetricamente nel sistema definito dai punti della rete principale in essa contenuti.

Anche in questo caso il limite assunto per gli scarti è pari a ±5 cm.

 

Art 2.7 - Monografie

Tutti i vertici della rete principale dovranno essere rappresentati in cartografia, sia che essi siano interni al territorio da cartografare, sia che risultino ad esso esterni.

Per ciascuno di essi la ditta dovrà redigere, secondo le specifiche di seguito indicate, un’idonea monografia descrittiva che ne permetta il riconoscimento sul terreno.

 

A tal fine dovranno far parte della monografia i seguenti elementi grafici e/o alfanumerici:

 - il codice univoco identificativo del punto;

 - le coordinate, E, N e Q,(Wgs84, Gauss-Boaga) ottenute dalla fase Misure Topografiche;

 

- una breve descrizione del punto e del suo immediato circondano;

- una specifica descrizione che consenta di individuare con chiarezza l’eventuale manufatto sul quale è posto il punto (per esempio attraverso l’indicazione del numero civico laddove esistente);

- una fotografia ravvicinata del particolare con il quale è stato materializzato il punto;

- una o più fotografie d’inquadramento che riprendano, oltre al punto in oggetto, anche altri elementi fisici presenti nel circondano del punto stesso;

- una puntuale descrizione dell’effettiva accessibilità del punto;

- uno schizzo planimetrico volto a favorire l’individuazione ed il ritrovamento del punto, rappresentante i principali particolari circostanti con l’indicazione di almeno 3 distanze;

la data di realizzazione della monografia

Tutte le monografie dovranno essere fornite sia su supporto cartaceo che su supporto informatico sotto forma di file in formato Word con immagini, fotografie, estratti planimetrici e schizzi in formato TIFF.

 

 

Art 3 - Appoggio

 

Art 3.1 - Appoggio diretto

Le coordinate dei punti di appoggio da utilizzare per l’orientamento assoluto dei modelli dovranno derivare tutte dalla fase “Misure Topografiche”, cioè non si prevede l‘esecuzione della triangolazione aerea ma la ditta dovrà operare mediante appoggio diretto.

La triangolazione aerea può essere eventualmente accettata per quelle particolari zone di territorio ove si dimostrasse l’impossibilità operativa di determinazione dei punti d’appoggio (ad esempio grossi problemi nell’impiego di ricevitori GPS); in tal caso è necessario un preventivo accordo con il collaudatore per concordare le modalità di misura e di calcolo da seguire.

E’ comunque da considerarsi tassativo l’elaborazione di un’unica triangolazione aerea; non sono quindi ammesse elaborazioni di singole strisciate quando esse presentano i tradizionali ricoprimenti.

Art 3.2 - Numero e disposizione

 Per ciascun modello dovranno essere note le tre coordinate E, N e Q di almeno cinque punti. Quattro di tali punti dovranno essere posti ai bordi del modello, possibilmente nelle zona di sovrapposizione laterale e longitudinale con modelli adiacenti; il quinto punto invece dovrà essere posto al centro.

L’orientamento assoluto dovrà essere eseguito utilizzando tutti i punti noti sul terreno e ben visibili sul modello;non è cioè ammessa l’esclusione di punti rilevati anche se ben visibili.

 

Art 3.3 - Scarti di appoggio plano-altimetrici

Gli scarti sui punti di appoggio sia in planimetria che in quota planimetrico non dovranno in nessun caso superare ± 0.3 mm. alla scala della carta.

Qualora malgrado ripetuti tentativi su di un punto di appoggio non risulti possibile, mediante le operazioni di orientamento, portare gli errori entro i limiti predetti, si dovrà innanzitutto ricercare la causa ditale fatto in errori di calcolo, di identificazione o altro.

Se le discrepanze non scompaiono, detto punto non dovrà essere utilizzato per l’orientamento assoluto dei modelli e, ove sarà possibile, dovrà essere reintegrato con altro punto d’appoggio.

 

Art. 4 - Dispositivo per il trattamento dei dati

Il controllo dei dati dovrà avvenire durante la fase di acquisizione in tempo reale;

si procederà successivamente all’integrazione e all’editing; per tutte queste operazioni si dovranno usare dispositivi e procedure assimilabili. Si possono pertanto unificare le prescrizioni per tali attrezzature, suddividendole nelle seguenti categorie.

 

- Dispositivi di visualizzazione:

 I video grafici a colori di adeguata risoluzione (almeno 1280x1024 pixels), devono essere corredati di adeguate funzioni di ingrandimento e scorrimento d’immagine. La risoluzione deve essere tale da consentire di mettere in evidenza incongruenze grafiche che sarebbero visibili se si producesse un elaborato grafico tramite plotter alla scala nominale della carta. Dovrà essere sempre possibile l’individuazione ed il controllo logico dei codici di livello e delle entità attraverso graficismi, colori e messaggi alfanumerici.

Le caratteristiche funzionali richieste per il software utilizzato sono più ampiamente descritte al successivo punto . Dovrà essere sempre garantita l’individuazione dei diversi codici di livello e delle singole entità logiche cartografiche, sia mediante l’uso interattivo del cursore grafico, sia mediante opportuni comandi alfanumerici.

 - Dispositivi di puntamento:

Ai fini del controllo e dell’editing dei dati sul video grafico, è necessario che l’operatore abbia dispositivi di pilotaggio diretto del cursore, mouse, ecc..

 

- Dispositivi di output per la produzione degli elaborati di consegna:

Gli elaborati della cartografla numerica devono essere, oltre che numerici (archivi) su supporti magnetici, anche grafici (mappe) su supporti cartacei.

- Supporti magnetici:

Dovranno essere di tipo standard e dovranno essere utilizzate tecniche e supporti ampiamente diffusi, quali ad esempio CD-ROM o DVD.

 

- Dispositivi per la produzione di grafici:

Per la produzione di elaborati cartacei possono essere utilizzati plotter a getto d’inchiostro, a tavolo o elettrostatici, purché garantiscano una precisione non inferiore a 0,1 mm ed una risoluzione di almeno 0,025 mm al fine di evitare seghettature del segno grafico.

I sistemi sopra detti potranno essere modificati su richiesta dell’ente appaltante e concordati con la ditta appaltatrice

 

- Restituzione dei fotogrammi in forma numerica

La bozza di restituzione dovrà essere plottata su un supporto cartaceo, sul quale dovranno comparire, oltre alla parametratura, anche i punti d’appoggio dei fotogrammi e i vertici della rete d’inquadramento.

 

Art. 5 - Ricognizione

La ricognizione sul terreno va eseguita a cura dell’appaltatore ed è volta alla correzione degli errori interpretativi ed alla raccolta dei dati della toponomastica. Essa va eseguita dopo la fase di primo editing grafico, da operatori esperti che percorreranno il territorio da cartografare nella sua interezza.

Dal punto di vista qualitativo, con la ricognizione si dovrà:

- inserire la toponomastica, ricavandola sia da documenti scritti che da informazioni dirette;

- riportare i limiti amministrativi tramite documenti forniti dall’Amministrazione, o dedotti da documenti ufficiali; - indicare le colture e le essenze arboree principali; - contrassegnare gli edifici pubblici e quelli di importanza essenziale per la comunità; - prendere nota degli elementi morfologici necessari per una corretta compilazione della carta.

 

Art. 6 - Editing

La compilazione della carta si articolerà in quattro tipi d’intervento sui dati numerici, e in particolare: - intervento sulle codifiche dei punti restituiti; - intervento con integrazione dei dati restituiti con dati provenienti da ricognizione o da altre fonti; - interventi per la ricostruzione delle congruenze geometriche e grafiche; - intervento per l’introduzione dei dati di toponomastica,

 

 

 

Art. 7 - Intervento sulle codifiche

Dovranno essere effettuati tutti i controlli finalizzati ad accertare: - che ogni entità sia contraddistinta da un codice; - che il suddetto codice sia contemplato tra quelli elencati nella tabella delle caratteristiche della carta; - che il suddetto codice non sia in contrasto con le caratteristiche geometriche che sono implicitamente contenute nelle coordinate dell’entità ad esso associata;

Le operazioni suddette potranno essere effettuate con procedure di tipo batch o di tipo interattivo.

La correttezza delle operazioni di codifica effettuate in sede di restituzione e/o con successive fasi di correzione ed integrazione, effettuate o con procedure di tipo batch o di tipo interattivo, dovrà essere verificabile sistematicamente su tutta l’area che compone il rilievo fotogrammetrico, mediante visualizzazione e utilizzando codici cromatici o simbolici che mettano in corrispondenza le unità rappresentate con la loro codifica.

 

Art. 8 - Intervento di integrazione geometrica

 Le integrazioni numeriche derivanti dalle operazioni di ricognizione potranno essere inserite nell’archivio dei dati in due modi:

a) introducendo direttamente le coordinate plano-altimetriche del particolare rappresentato;

b) integrando con il disegno tradizionale il disegno ottenuto al plotter dal file di restituzione, e trasformando i dati integrativi in forma numerica mediante digitalizzazione.

Al dato planimetrico acquisito per digitalizzazione dovrà essere associata la quota relativa.

 

Art. 9 - Interventi per la ricostruzione delle congruenze geometriche e/o grafiche

Il controllo del rispetto delle congruenze grafiche per i dati dei files di restituzione verrà effettuato esaminando un disegno automatico dei dati stessi, realizzato alla scala nominale della carta e verificando che la congruenza sia nei limiti stabiliti a norma di capitolato.

Per quelle entità per cui sia richiesta la congruenza geometrica, si dovrà imporre che ogni punto, che appartenga fisicamente a più entità o che sia stato acquisito più volte per una stessa entità, sia memorizzato con gli stessi valori di coordinate a qualsiasi entità venga considerato associato. La congruenza dovrà essere, a seconda dei casi, o solo planimetrica (ad esempio per un punto in comune a due edifici a quota diversa) o plano-altimetrica (ad esempio uno stesso punto di una stessa entità restituita mediante due o più linee).

 

Art. 10 - Controlli sull’altimetria

Sui dati altimetrici dovranno essere attuati i controlli che vengono di seguito descritti:

- verifica dei valori delle quote di punti quotati, compresi fra due curve di livello successive, siano congruenti con le quote delle curve stesse;

 

- verifica che i valori delle quote dei punti appartenenti ad entità cui codici siano assimilabili a un codice tipo specchio d’acqua o siano indicati specificamente in capitolato, differiscano tra loro per meno del doppio della tolleranza altimetrica.

Le quote relative ai punti per i quali non risultano soddisfatte le condizioni di cui sopra, verranno indicate ed eventualmente corrette con le idonee procedure.

 

Art. 11 - Individuazione delle aree chiuse

Il perimetro delle aree chiuse potrà essere costituito da tre tipi di linee:

linee che costituiscono particolari planimetrici realmente esistenti e che vengono tracciate nel caso di trattamento automatico della carta (esempio il contorno degli edifici);

linee che costituiscono particolari planimetrici esistenti ma che non vengono tracciate dal plotter (linee reali invisibili come il tratto di un corso d’acqua interrotto da un ponte);

linee che non corrispondono a particolari del plottaggio della carta (linee virtuali come la sede stradale fittiziamente interrotta al bordo del modello).

  Il perimetro di un’area chiusa verrà descritto dall’insieme di una o più linee, che nel loro complesso dovranno formare una spezzata chiusa; ciascuna linea potrà costituire la descrizione geometrica di uno qualsiasi dei tipi di linea precedentemente descritti.

Quando la superficie chiusa è delimitata, tutta o in parte, da linee appartenenti ad altre entità, si tollererà che il perimetro della campitura coincida con essa nei limiti della tolleranza planimetrica della carta.

 

Art. 12 - Ortogonalizzazione, parallelismi ed allineamenti

Gli interventi di ortogonalizzazione verranno effettuati su entità i cui codici siano assimilabili a edificato o che siano costituite da spezzate cui lati formino angoli prossimi ad angoli retti.

Per gli interventi di modifica delle coordinate di una o più spezzate, relative a una o più entità di restituzione, volti alla realizzazione di allineamenti e/o parallelismi secondo direzioni obbligate, qualsiasi sia l’algoritmo utilizzato per la determinazione delle nuove coordinate, che devono assumere i vertici delle spezzate originarie per costituire spezzate soddisfacenti le condizioni di ortogonalizzazione, allineamento e/o parallelismo, l’intervento non dovrà essere effettuato se gli spostamenti dei vertici dalla posizione originaria alla posizione finale saranno superiori alla tolleranza planimetrica della carta.

 

Art. 13 - Interventi sulla toponomastica

L’archivio dei dati della cartografia numerica dovrà essere integrato dai dati numerici ed alfa numerici provenienti dall’inserimento della toponomastica.

La densità della toponomastica sarà quella di una carta tradizionale di pari scala.

I dati riguardanti la toponomastica dovranno essere memorizzati con tutti gli elementi che consentono di ottenere un elaborato grafico al plotter o su videografico, avente, per quanto attiene al posizionamento delle scritte, le stesse caratteristiche generali di una carta tradizionale, e cioè ad esempio

- le scritte riferite a linee con andamento irregolare dovranno seguire l’andamento medio di tali linee;

- le scritte relative ai nomi delle vie dovranno seguire l’andamento dell’asse mediano e, possibilmente, essere collocate all’interno dell’asse stradale non dovranno risultare scritte sovrapposte.

 

Dovrà essere possibile visualizzare contemporaneamente sia il disegno fotogrammetrico sia toponimi apposti.

 

A ciascun toponimo dovrà essere associata questa serie di informazioni minimali:

a) le coordinate Est e Nord dell’inizio e della fine del toponimo, intesi come il punto più in basso a sinistra del primo carattere e il punto più in basso a destra dell’ultimo carattere del toponimo, osservati secondo il suo verso di lettura;

 

b) l’altezza dei caratteri del toponimo;

c) il codice del toponimo;

d) il testo del toponimo.

 

Art. 14 - OUPUT Grafico

La carta dovrà essere disegnata automaticamente mediante plotter formato UNI A0 con precisione di almeno 0,05 mm, su carta comune.

Il disegno dovrà essere nitido e preciso e completo di toponomastica, indicazioni marginali, parametrature e cornici.

Esso dovrà riprodurre esattamente in forma grafica il dato base numerico, con l’uso dei tratti e del simbolismo.

 

Art. 15 - Organizzazione dei dati file di archivio

Il file di archivio dovrà contenere le coordinate di tutti i punti necessari alla descrizione plano-altimetrica degli oggetti restituiti; ciò significa che la descrizione degli oggetti avviene tramite una serie di punti che s’intendono congiunti da segmenti e non si ammette invece che una parte della descrizione di un oggetto venga fornita attraverso una serie limitata di punti che debbono essere interpolati con linee curve.

I dati dovranno essere archiviati in file relativi a zone del territorio quadrate o rettangolari i cui lati siano costituiti da segmenti paralleli agli assi del sistema di riferimento cartografico.

I dati riguardanti unità di aggregazione territoriale anziché essere racchiusi in un unico file, potranno essere inclusi in files in funzioni di categorie o di livelli prestabiliti. I dati costituenti la cartografia numerica dovranno essere idonei alla descrizione degli oggetti che costituiscono il territorio da rilevare.

Con il termine oggetti s’intendono i particolari naturali o artificiali del terreno che vengono elencati nelle norme di disegno dei Capitolati della Commissione Geodetica Italiana, relativi alla costruzione di carte tradizionali a pari scala.

La minima unità di disaggregazione dei dati che costituiscono la Cartografia Numerica è l’entità:in linea generale un’entità è definita da una codifica e da una o più triplette di coordinate relative a punti rilevati. Un oggetto potrà essere descritto da una o più entità.

Per gli oggetti per i quali non è richiesta la descrizione mediante un’unica entità ma dei quali è richiesta la ricostruibilità, dovranno essere indicati i criteri che la consentono, con riferimento alle specifiche del formato.

Dovrà essere possibile selezionare gruppi di oggetti in funzione della loro appartenenza a categorie o livelli prestabiliti. Ciascuna di queste categorie dovrà articolarsi a sua volta in altre categorie.

Per categoria o livello (termini che si considerano equivalenti) s’intende l’insieme di oggetti che hanno caratteristiche comuni sotto un prefissato punto di vista.

 

Un esempio di suddivisione degli oggetti cartografici in categorie è il seguente:

- edifici e costruzioni;

- vie dl comunicazione;

- delimitazioni fisiche o amministrative;

- Idrografia

- reti tecnologiche;

- orografia;

- vegetazione;

- toponomastica.

 

 

Art. 16 - Modalità di esecuzione e restituzione della Cartografia Digitale Catastale

Cartografia Digitale Catastale con predisposizione in ambiente GIS

 

La Cartografia digitale dovrà prevedere:

 

1.L’acquisizione di tutti i fogli catastali del Comune, la loro correzione per eliminare deformazioni di carattere geometrico dovute alla deformazione cartacea eventualmente prodotta dai sistemi di copiatura dei fogli.

 

2. La consegna delle immagini raster dei fogli originali.
Al fine di garantire un’ottima qualità delle immagini prodotte si richiede l’utilizzo da parte della ditta partecipante di uno scanner formato A0 con risoluzione non inferiore a 600 dpi.

 

3. La restituzione degli elaborati dovrà prevedere le seguenti specifiche tecniche:


a. Dovrà essere effettuata preventivamente ad ogni altra attività la correzione geometrica di ogni singolo foglio, la georeferenziazione degli stessi, quest’ultima verificata da misure effettuate sul livello della mosaicatura di tutti i fogli così ottenuti.

b. Restituzione in forma numerica e vettoriale dei dati relativi alle particelle catastali del catasto terreni e del catasto urbano con scomposizione e selezione su vari livelli (Fabbricati Rurali, Fabbricati Cittadini, Strade, Fiumi, Chiese, Etc...).

c. Ogni particella e/o entità presente sulle restituzioni dovrà essere in scala reale e pertanto dovranno essere possibili stampe e scalature di qualsiasi genere tali da ottenere cartografie in varie forme e scale di rappresentazione.

d. Gli scarti e gli errori non dovranno in alcun modo essere rilevanti rispetto alla qualità del supporto fornito dall’Ente (Fogli di Mappa Catastale) anzi il supporto prodotto dovrà, nei modi consentiti dalle attuali tecnologie, contenere la correzione delle deformazioni note dovute a difetti di copiatura e di stampa degli originali forniti.

e. Tutte le entità rappresentate nella cartografia Catastale dovranno, qualora avessero un riferimento, essere relazionate con i dati, messi a disposizione da questo Ente, del Ministero delle Finanze relativi al Catasto Terreni ed al Catasto Urbano del Territorio interessato, in modo da consentire l’interrogazione sia in forma grafica (individuata la o le particelle si ottengono i relativi dati alfanumerici) che in forma alfanumerica (individuato il dato o i dati alfanumerici si ottengono le entità grafiche sui vari livelli e sui vari fogli).



 

Art. 17 - Caratteristiche del Software di gestione delle banche date cartografiche

 

a. Le procedure di consultazione dovranno prevedere la possibilità di effettuare operazioni di interrogazioni su campi multipli (es. Nome, Cognome, Foglio, Particella, Rendita Catastale, Rendita Dominicale, Superficie, Perimetro, Etc...) anche ,plurime (interrogazioni su più campi simultaneamente).

 

b. La Ditta fornitrice dovrà quindi consegnare, compreso nel prezzo del presente incarico, specifico software di consultazione e di digitalizzazione ed assicurare la formazione ed eventuali personalizzazioni richieste in fase di contratto. Il software dovrà prevedere

 

I. Sistema di interrogazione sia grafico che alfanumerico con tecnologia GIS in ambiente Windows con banca dati catastale contenuta e relazionata e possibilità di interfacciamento e interrogazione con tecnica OLE2 sia sugli elementi catastali (particelle) che su simbologie presenti e inseribili nel sistema.

 

II. Sistema di interrogazione sia grafica che alfanumerica con possibilità di importazione ed esportazione in formato DXF, BMP mentre le elaborazioni del software dovranno prevedere il formato nativo SHP per la catalogazione e la gestione dei dati cartografici.

 

III. Funzioni di esportazione dei dati selezionati in formato DBF, XLS, Lotus, RTF, etc. per la gestione separata in ambiente Windows.

 

IV. Funzioni di stampa sia in scale note che adattate ai supporti selezionati nelle periferiche di output grafiche in ambiente Windows sia dei dati grafici sia delle informazioni alfanumeriche.

 

V. Funzioni di modifica e personalizzazione dei livelli inseriti con potenzialità di cambio dei riempimenti, delle priorità di visualizzazione nonché delle priorità di posizionamento dei livelli stessi.

 

 

Art. 18 - Caratteristiche del Rilievo Laser Scanner

 

Il rilievo tridimensionale con tecnologia Laser Scanner avrà come oggetto il rilievo delle facciate del corso principale del Capoluogo e della Piazza di Serra. Tale rilievo dovrà essere rappresentato in coordinate  strumentali e successivamente inquadrato nel sistema Gauss-Boaga.

Il  rilievo dovrà essere espletato a mezzo di adeguata strumentazione Laser scanner 3D con precisione metrica di 3mm. a 10m. . tale rilievo dovrà essere a colori, utilizzando apposite macchine fotografiche calibrate.

 

Art 18.1 – Rilievo in campo

Il rilievo sul campo dovrà essere espletato mediante serie di stazioni adeguatamente progettate preventivamente con lo scopo di poter triangolare  tutte le scansioni con errori minimi < di 1 cm.

 

Art 18.2 – Post Processazione

Eseguito il rilievo sarà importante la fase di post processazione che restituirà oltre alle scansioni accuratamente triangolate tra loro e ripulite dal rumore della ridondanza di luce anche un file CAD contenente il cosidetto “fil di ferro” di tutte le facciate prospiscienti sulla succitata strada e piazza.

 

 

 

Art. 19 - Elaborati Cartografici da consegnare  in triplice copia

 

Alla fine di ogni fase dei lavori sopra descritti , dovrà essere consegnato il materiale sotto elencato:

Su supporto numerico in formato CAD (CD- Rom o DVD):

 

1 – Quadro d’unione dell’ aerofotogrammeria

2 – File aerofotogrammetria scala 1:1000

3 – File aerofotogrammetria scala 1:2000

4 – File aerofotogrammetria scala 1:5000

5 – File dei  Raster delle mappe catastali georiferiti

6 – File digitalizzazione fogli di mappa catastali

7 – File delle volumetrie

 

Su supporto cartaceo (carta comune):

8 – Stampa quadro d’unione aerofotogrammetria

9 – Serie fogli aerofotogrammetria 1:1000

10 – Serie fogli aerofotogrammetria 1:2000

11 – Serie fogli aerofotogrammetria 1:5000

12 – Serie di stampe delle mappe digitalizzate

 

 

 

Art. 20 - Elaborati Tridimensionali da consegnare in triplice copia

 

Alla fine della fase di rilievo e post processazione tridimensionale dovrà essere consegnato il materiale sotto elencato:

Su supporto digitale(CD- Rom o DVD):

 

1 – Quadro d’unione delle stazioni di rilievo

2 – File delle nuvole di punti collegate e ripulite dal rumore

3 – File CAD del “fil di ferro” delle facciate

4 – File delle ortofoto delle facciate